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Apaidia rufeola Eilema caniola Cymbalophora pudica Phragmatobia fuliginosa Arctia villica Utetheisa pulchella

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Callimorpha dominula Linnaeus 1758

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Descrizione
Vistosa specie con apertura alare intorno ai 5 cm, la cui caratteristica anatomica principale è quella di possedere un apparato boccale robusto ed efficiente, che consente ad essa di succhiare il nettare. Gli occhi sono prominenti, i palpi corti e rivolti verso l'alto, le antenne filiformi. Le ali anteriori sono scure con quattro grosse macchie chiare rotondeggianti; le posteriori sono di un rosso vivace su cui spiccano macchie nere. I bruchi appaiono più o meno scuri, ma sul dorso si evidenzia sempre un'ampia fascia longitudinale gialla accompagnata, ai fianchi, da due sottili strisce dello stesso colore.

Biologia
Una sola generazione con sfarfallamenti da metà giugno ad agosto. I bruchi si nutrono di urtica, ma anche di gerani selvatici, ranuncoli, salici e rovi. Lo svernamento avviene ai primi stadi larvali, mentre la ninfosi procede in primavera all'interno di bozzoli tessuti al suolo.

Distribuzione ed ecologia
Diffusa in Europa, Asia Minore, Caucaso. In Italia la si riscontra nelle zone di alta collina e di montagna (Alpi ed Appennini). Manca in Sardegna; le segnalazioni per la Sicilia si riferiscono essenzialmente alle Madonie e ai Nebrodi. La presenza di un vecchio esemplare in nostro possesso impone una maggiore ricerca al fine di convalidare la possibile estensione del suo areale anche alle zone di bassa collina del tavolato niscemese.
Gli ambienti prediletti da questi eleganti eteroceri sono i boschi freschi ed umidi ove è possibile osservali in volo anche di giorno, sebbene siano anche fototropici.


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