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Descrizione
Vistosa specie con apertura alare intorno ai 5 cm, la cui caratteristica
anatomica principale è quella di possedere un apparato boccale
robusto ed efficiente, che consente ad essa di succhiare il nettare.
Gli occhi sono prominenti, i palpi corti e rivolti verso l'alto,
le antenne filiformi. Le ali anteriori sono scure con quattro grosse
macchie chiare rotondeggianti; le posteriori sono di un rosso vivace
su cui spiccano macchie nere. I bruchi appaiono più o meno
scuri, ma sul dorso si evidenzia sempre un'ampia fascia longitudinale
gialla accompagnata, ai fianchi, da due sottili strisce dello stesso
colore.
Biologia
Una sola generazione con sfarfallamenti da metà giugno ad
agosto. I bruchi si nutrono di urtica, ma anche di gerani selvatici,
ranuncoli, salici e rovi. Lo svernamento avviene ai primi stadi
larvali, mentre la ninfosi procede in primavera all'interno di bozzoli
tessuti al suolo.
Distribuzione ed ecologia
Diffusa in Europa, Asia Minore, Caucaso. In Italia la si riscontra
nelle zone di alta collina e di montagna (Alpi ed Appennini). Manca
in Sardegna; le segnalazioni per la Sicilia si riferiscono essenzialmente
alle Madonie e ai Nebrodi. La presenza di un vecchio esemplare in
nostro possesso impone una maggiore ricerca al fine di convalidare
la possibile estensione del suo areale anche alle zone di bassa
collina del tavolato niscemese.
Gli ambienti prediletti da questi eleganti eteroceri sono i boschi
freschi ed umidi ove è possibile osservali in volo anche
di giorno, sebbene siano anche fototropici.
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