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Descrizione
Con la sua apertura alare che può raggiungere nella femmina
i 16 cm, è il più grande lepidottero europeo. Le ali
portano quattro caratteristiche macchie ocellari con funzione di
spaventare i predatori. La sua spiritromba atrofizzata non gli permette
di nutrirsi, per cui vive fino a quando lo consentono le riserve
accumulate nei tessuti; nel frattempo, si riproduce attivamente.
Da grosse uova rossastre fuoriescono larve nere, che nel corso dello
sviluppo crescono molto, raggiungendo anche i 12 cm, assumendo una
colorazione giallo-verdastra con dorso coperto da papille e setole
clavate. Allorché mature, costruiscono un bozzolo piriforme
ove si impupano.
Biologia
Una sola generazione annua con sfarfallamenti primaverili, anche
precoci. I voraci bruchi prediligono soprattutto alberi da frutta,
ma anche carpini e salici, ove possono determinare gravi danni.
Agli inizi di giugno vanno in cerca di un luogo adatto, in genere
una biforcazione di un ramo, ove costruire il bozzolo all'interno
del quale la pupa sverna. La ninfosi può protrarsi per uno
o due anni.
Distribuzione ed ecologia
In Europa centromeridionale ed Asia temperata; ovunque in Italia,
ma in regressione soprattutto al Nord. È legata ai climi
caldi e frequenta boschetti e zone cespugliose, ma anche campagne
coltivate ricche di frutteti. Svolge attività notturna, ma
viene fortemente attirata (soprattutto i maschi) dalle luci artificiali
e spesso scambiata per un pipistrello.
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